Blog su Letteratura, Storia e Arte in tutte le sue forme.

"La Storia siamo noi."


mercoledì 12 dicembre 2012

Incipit famosi / 2

Vi presento qui alcuni famosi incipit, ma ce ne sono un’infinità di altri ugualmente degni di attenzione, a seconda anche del genere. Questi scrittori hanno stili diversissimi tra loro e perciò è tanto più interessante riflettere sul loro modo di scrivere.
La Signora Dalloway disse che i fiori li avrebbe comperati lei.Quanto a Lucy aveva già il suo daffare. Si dovevano togliere le porte dai cardini; gli uomini di Rumpelmayer sarebbero arrivati tra poco. E poi, pensò Clarissa Dalloway, che mattina – fresca come fosse stata coniata nuova di zecca per dei bambini su una spiaggia.
Virginia Woolf – La Signora Dalloway
Spring (Vanessa Bell, pittrice e sorella di Virginia Woolf)

La prosa di Virginia Woolf è precisa e secca, perché vuole esprimere la mente di una donna affaccendata e in preda a mille incombenze. Sta preparando una festa, e già la parola “fiori” dà l’idea di qualcosa di straordinario nella vita di una donna ordinaria. Ed elenca mentalmente tutta una serie di persone coinvolte, in una frenesia nella quale potremmo rispecchiarci.

Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendia si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre l'aveva condotto a conoscere il ghiaccio. 
Gabriel Garcia Marquez, Cent'anni di solitudine
Le fucilazioni del 3 maggio - Francisco Goya (Museo del Prado, Madrid)

Si tratta del tipico inizio che coincide con la fine, ed è uno dei più belli, a mio avviso, nella storia di tutta la letteratura mondiale. In due righe inserisce molti elementi interessanti: a) il dato temporale ,“molti anni dopo”; b) la morte del personaggio, “il plotone di esecuzione”; c) il grado del personaggio, un militare; d) un flash della sua infanzia; e) un dato naturale e apparentemente estraneo alla situazione, il ghiaccio. Si potrebbe dire che sia controproducente per la suspence dire subito che fine farà il personaggio, eppure è proprio qui che risiede la maestria dello scrittore. Inoltre, il lettore potrebbe supporre che il personaggio si trova sì davanti ad un plotone di esecuzione, ma non è detto che  avvenga. Quindi non resta che leggere.


A lungo, mi sono coricato di buonora. Qualche volta, appena spenta la candela, gli occhi mi si chiudevano così in fretta che non avevo il tempo di dire a me stesso: "Mi addormento." E, mezz'ora più tardi, il pensiero che era tempo di cercar sonno mi svegliava; volevo posare il libro che credevo di avere ancora fra le mani, e soffiare sul lume; mentre dormivo non avevo smesso di riflettere sulle cose che poco prima stavo leggendo, ma le riflessioni avevano preso una piega un po' particolare; mi sembrava d'essere io stesso quello di cui il libro si occupava: una chiesa, un quartetto, la rivalità di Francesco I e Carlo V.  
Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto

RItratto di Marcel Proust (1871-1922) di Jacques-Emile Blanche (1861-1942)


Questa è la prosa cantante, dai lunghi periodi articolati e complessi, di Marcel Proust. Molte persone di mia conoscenza hanno tentato di leggerlo (senza riuscirci!), dato che la sua opera principale, la Recherche, non ha quasi trama nel senso classico dell’azione. Eppure questo incipit contiene tutta l’essenza del racconto: l’andare a dormire, il sonno, il risveglio, la lettura, le riflessioni. È un mondo tremolante e indistinto, fatto di sensazioni, proprio come se fosse visto alla luce di una candela, di notte. Un mondo essenzialmente mentale. 


In conclusione: che cos’hanno in comune questi incipit dagli stili così differenti tra loro? Intanto sono dei micro racconti, potrebbero già essere chiusi così come sono. Poi racchiudono il nucleo del romanzo, come fosse il cuore, anticipato però all’inizio. E il lettore non se ne rende conto immediatamente, ma ne è già irretito.


Share:

8 commenti:

  1. Interessantissimo questo studio sull'incipit. E ancor più piacevole dato che mi ha stuzzicato il desiderio di tornare ad affrontare Proust, abbandonato molti, molti anni fa... Grazie!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Proust appartiene al novero degli scrittori "bestie nere", nel senso della difficoltà di lettura. Non sei il primo a dirmi di averlo abbandonato. Per quanto mi riguarda, ho avuto la stessa esperienza con "Il castello" di Kafka, mentre sono riuscita a leggere "Il processo" al secondo tentativo. Non mi sono mai accostata, invece all'"Ulysses" di Joyce per una sorta di timore reverenziale!

      Elimina
  2. Sull'Ulysses non posso che concordare, ahimè! Per quanto attiene a Kafka, a mio modo di sentire, lo percepisco come assolutamente geniale, con un'abilità singolare di trasportare il lettore nella sua atmosfera "straniante" e molto moderna. Ma "Il castello" è uno dei libri che ho apprezzato maggiormente, quindi sono di parte!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In questi giorni ho ricevuto da un'amica una vecchia copia dell'Ulysses di Joyce. Siccome credo nei segni riproposti, lo interpreto come un nuovo invito a leggerlo, finalmente.

      Elimina
  3. Avevi ragione, Cristina, trovo interessante il tuo blog.
    Ho una specie di ossessione per gli incipit, quando apro un nuovo libro rifletto sempre a lungo sulle prime frasi, credo che abbiano un potere (oltre che un'importanza) molto grande nell'economia di uno scritto.
    (Ispirato a questa idea del tutto contenuto in una sola frase ci ho scritto un intero post, qui: http://ilbandolodelmatassa.wordpress.com/2013/06/28/quandero-piccolo-minnamoravo-di-tutto-correvo-dietro-ai-cani-2/)
    Continuerò a leggerti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno, Swann. Grazie mille per il tuo contributo, leggerò senz'altro il tuo post sull'incipit e ti lascerò un commento.
      Le parti importantissime di un romanzo, a mio parere, sono l'inizio e la fine, molto spesso poco "lavorati" da parte degli scrittori. Se non riesci a catturare fin da subito l'attenzione del lettore, questi chiuderà il libro. Viceversa, se non offri un finale degno, deludi le attese di chi ti ha seguito fino in fondo, magari per parecchie pagine consecutive.
      A presto.

      Elimina
  4. Praticamente una scena importante del romanzo? Credo che scelga l'editore l'incipit?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Calypso, grazie del commento.

      Non credo che sia l'editore a scegliere l'incipit. Potrebbero arrivare all'autore dei consigli tramite un buon editor (ammesso che ancora esistano in giro, nelle case editrici... secondo me gli editor stanno diventando una specie protetta), ma normalmente è l'autore che decide.

      Elimina

- Per inserire immagini nei commenti usate questa sintassi: [img]URL_Immagine[/img]
- Per inserire video nei commenti usate questa sintassi: [video]URL_Video[/video]
Sono supportate immagini in JPG, PNG e GIF e video di Youtube e Vimeo.

Politica dei cookie

Questo sito fa uso di cookie, anche di terze parti, per offrire un migliore servizio ai lettori. Se decidi di continuare la navigazione, significa che accetti il loro uso. Per maggiori dettagli leggi la seguente pagina informativa.

QUALCOSA DI ME

QUALCOSA DI ME
Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato cinque romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ne ho in cantiere uno ambientato nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

IL MIO ULTIMO LAVORO:

IL MIO ULTIMO LAVORO:
Ambientato nel 1104, il romanzo narra la fuga dello schiavo Jamil, che, dalle sponde del Marocco, approda ai regni dei Franchi. Nel castello di Montségur s’imbatte una misteriosa compagnia di cavalieri, in viaggio lungo le vie dei pellegrinaggi cristiani. La sua magnifica avventura è solo all’inizio.

IL PITTORE DEGLI ANGELI: su Amazon in versione cartacea e ebook!

IL PITTORE DEGLI ANGELI: su Amazon in versione cartacea e ebook!
Romanzo storico ambientato nella fulgida e sontuosa Venezia di fine 1500. Uno dei protagonisti è il vecchio e spregiudicato pittore Tiziano Vecellio, pronto a difendere fama e ricchezza. Ma lo attende un incontro sconvolgente: quello con "il pittore degli angeli". La sua vita non sarà più la stessa.

THE PAINTER OF ANGELS: now on Amazon, paper and ebook version!

THE PAINTER OF ANGELS: now on Amazon, paper and ebook version!
Venice, late spring of 1560. In his studio, the old Venetian painter Tiziano is waiting for the visit of the “painter of angels”, a mysterious artist just arrived in Venice. Tiziano senses a foreboding danger to his position, fame and standing. In fact, the arrival of the artist does upset both the professional and private life of Tiziano. And the struggle has just begun.

IL MIO CANALE YOUTUBE

Visualizzazioni totali

Top 7 Commentatori

Post più popolari

Che cosa sto leggendo

Che cosa sto leggendo
"Autunno del Medioevo" di Johan Huizinga