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"La Storia siamo noi."


lunedì 17 dicembre 2012

Un frate antico e moderno

Il Mercante di Lana è il primo romanzo pubblicato da Valeria Montaldi nel 2001. L'ho letto ora dopo il bellissimo Il Signore del Falco, che ne costituisce il seguito, sebbene i due romanzi possano essere letti in modo separato senza smarrirsi nella trama. Questo romanzo è ambientato principalmente nel villaggio di Felik, posto nell'odierna valle di Gressoney, abitato dal popolo dai Walser su cui l'autrice ha condotto uno studio molto accurato. Di particolare bellezza è la descrizione della montagna di ghiaccio e dei boschi circostanti, dei profumi di una natura non sempre amica, dalle presenze animali e umani minacciose, come orsi, lupi, e briganti. 

Il personaggio che fa da filo conduttore ai due romanzi è comunque la figura del frate benedettino inglese Matthew, un curioso miscuglio di fede, ardimento e timidezza, e che alla fine del romanzo trova il suo più felice ritratto nelle parole di Aimone, il castellano di Graines cui il frate si legherà di una profonda amicizia: "Ecco, forse aveva capito: quel frate misero e spaventato non apparteneva al suo tempo, il suo spirito era già oltre, più avanti negli anni a venire. Quel frate era l'uomo del dubbio, si macerava nella colpa per non essere in grado di accettare supinamente le regole imposte da altri; quell'uomo analizzava e approfondiva gli eventi, tentando di discernere il giusto dall'iniquo, incapace di tollerare soprusi, da qualunque parte essi provenissero." In altre parole, Matthew possiede la sensibilità di un uomo moderno, di un uomo del nostro tempo. Con tutto ciò, il frate attraversa l'Europa allo scopo di arrivare a Felik per essere latore di un'esortazione a deporre l'arroganza, e a pentirsi, pena l'avverarsi di una sinistra profezia di morte e distruzione, ricevuta in sogno secondo le migliori regole del genere.

La scrittura dell'autrice è precisa, solida come i personaggi che attraversano il romanzo, e viaggiano lungo strade e sentieri per condurre i loro commerci, per la maggior parte montanari e mercanti con le loro mogli. È scorrevole e fluida, forse non particolarmente profonda nella psicologia delle sue figure, e non originalissima nella trama proposta, ma comunque di grande mestiere. Un romanzo da leggere volentieri per immergersi in un tempo storico non troppo lontano dal nostro.

Scena da un mercato medievale, dal libro "Medieval Life", volume della serie  Children's "Eyewitness Books".


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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato cinque romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ne ho in cantiere uno ambientato nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

IL MIO ULTIMO LAVORO

IL MIO ULTIMO LAVORO
Ambientato nel 1104, il romanzo narra la fuga dello schiavo Jamil, che, dalle sponde del Marocco, approda ai regni dei Franchi. Nel castello di Montségur s’imbatte una misteriosa compagnia di cavalieri, in viaggio lungo le vie dei pellegrinaggi cristiani. La sua magnifica avventura è solo all’inizio.

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