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"La Storia siamo noi."


sabato 22 novembre 2014

Amarcord cinematografico: i 10 film della mia vita

Dopo il mio post sugli scrittori imperdibili da cannibalizzare (che trovate qui), vorrei proporvi i dieci film della mia vita. Naturalmente si tratta di una scelta del tutto personale: come vedrete, non sono sempre pietre miliari nella storia del cinema, quanto quei film che ho visto più volte, ritrovando non solamente le stesse emozioni, ma un’amplificazione delle stesse; non più gli stessi significati, ma altri nuovi di zecca; e non lo stesso divertimento, ma anche di più, specie quando si sanno le battute a memoria e quindi ci si diverte un mondo.

Questi film appartengono ai generi più svariati, e vanno dalla fantascienza alla commedia, dal dramma al brillante, dal western al film avventuroso. Ce ne sono di recenti e di meno recenti, di film a colori e in bianco e nero; non ce ne sono di recentissimi non perché non ve ne siano di validi, tutt'altro, ma perché i film devono sedimentare nella mia memoria, e per far questo ci vuole del tempo. Come avvenuto per il post sugli scrittori, la scelta è stata ardua e ho dovuto escludere mio malgrado moltissimi titoli. Accanto ad ogni film vi proporrò alcune motivazioni personali, e una battuta tratta dal film stesso che trovo particolarmente significativa.

Ecco la mia Top Ten, stavolta rigorosamente in ordine di preferenza:


1 Blade runner (1982) – regia di Ridley Scott

  •  Inutile spenderci tante parole: si tratta di un film immenso e quando dico “immenso” non esagero. Potrei vivere solamente guardando questo capolavoro dell’immaginario.
  • I personaggi sono come gli eroi dell’epica nell’Iliade e nell’Odissea, e i replicanti umanoidi sono in preda alle stesse inquietudini degli esseri umani: sulla brevità e sul senso della vita, sull’amore e sulla compassione. Roy Batty, il capo dei replicanti, è statuario e assoluto come un guerriero medievale.
  • Per l’ambientazione vertiginosa e futuristica, e per la colonna sonora che sposa a meraviglia le immagini.
La citazione: "La luce che arde col doppio di splendore brucia per metà tempo. E tu hai sempre bruciato la tua candela da due parti, Roy." (Tyrell, il creatore dei replicanti Nexus, rivolgendosi a Roy)


2 Il ritorno dello Jedi (1983)– regia di Richard Marquand
  •  Guerre Stellari non è solamente una serie di film di fantascienza, dove spesso si mischia l’avventura all’ironia, ma contiene temi antichi e di grande respiro come la Forza (leggasi Armonia Celeste, o l’idea di un Dio che contenga in sé il bene e il male) oppure gli antichi ordini cavallereschi che rispondevano a codici inespressi. Poi sono i film della mia adolescenza, i primi che cominciavano a fare sul serio con gli effetti speciali.
  • Della serie di Guerre Stellari ho scelto Il ritorno dello Jedi perché in esso si tratta un tema che mi è sempre stato caro: quello del rapporto tra il padre (in questo caso, ingombrantissimo) e il figlio maschio, che deve affrancarsi dal modello paterno, diciamo così, per trovare la propria strada. 
  • C’è anche un tema di redenzione che rende il tutto antico e moderno al tempo stesso, e un destino che può e deve essere cambiato.
La citazione: "La tua flotta ha perso. E i tuoi amici sulla luna di Endor non sopravviveranno. Non c'è via di scampo, mio giovane apprendista. L'Alleanza morirà. Come anche i tuoi amici. Bene. Percepisco la tua ira. Sono indifeso. Prendi la tua arma! Abbattimi con tutta la forza del tuo odio e il tuo viaggio verso il Lato Oscuro sarà finalmente compiuto!" (L’Imperatore a Luke Skywalker)


3 Sabrina (1954) – regia di Billy Wilder

  • Un film magico, che sembra ambientato in un mondo dove ogni cosa si muove con eleganza, raffinatezza, ironia e intelligenza. Eppure c’è un sottile ma preciso confine sociale che divide il mondo dei Larrabee, la famiglia di industriali, e il mondo dei loro domestici, cuochi e autisti e che la piccola Sabrina (Audrey Hepburn), figlia dell’autista, avrà il coraggio di varcare.
  • Con questo film si dimostra che i moti intimi sono davvero misteriosi e, come dice il filosofo Blaise Pascal: “Il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce.” E, alla fine del film, ogni cosa va a finire al posto giusto, in una svolta che per prima sorprenderà la protagonista.
  • Perché è un film sentimentale, ma per niente zuccheroso. La sceneggiatura è un fuoco di fila di battute impareggiabili, e l’alto livello di recitazione degli attori le restituisce alla memoria con colori smaglianti e carichi di affetto.
La citazione: “Tutti i giornalisti dovrebbero essere portati al macero, insieme ai loro giornali!” (Oliver Larrabee, l’anziano, iracondo capofamiglia dei Larrabee)



4 L’ultimo dei mohicani (1992) – regia di Michael Mann
  • Un film che mi aveva fatto ritornare adolescente, e all'epoca mi aveva entusiasmato come non mi accadeva da anni. In gran parte questo è dovuto alla bellezza mozzafiato dei luoghi (le foreste, le montagne, i fiumi, le grotte, gli isolotti, le cascate…), e delle inquadrature che spesso sono come dei quadri ad olio dell’epopea americana. Ne cito uno su tutti: la scena dove Nathaniel-Occhio di Falco (Daniel Day-Lewis) affronta il colonnello Munro, all'interno del forte dove si è rifugiato. Il regista è noto per la cura maniacale nei film, e il risultato si vede eccome.
  • Non è solo un film di avventura, ma parla della collisione di due mondi diversi in tutto, a volte agli antipodi: quello dei coloni inglesi e americani, e quello degli indiani d’America. Un mondo che muore e uno che nasce: tema che si ritrova, sempre vivo e doloroso, in qualsiasi epoca storica di grandi cambiamenti.
  • Vi sono passioni selvagge e ancestrali: si parla di odio e vendetta, di amore e sacrificio di sé per il bene della persona amata, di sentimenti comunque sopra le righe. 
La citazione: “Devi vivere, non importa quello che accadrà: io ti troverò! Non importa quanto ci vorrà, fosse anche un secolo: io ti troverò!" (Nathaniel Occhio-di-Falco a Cora Munro, prima di abbandonarla nelle mani degli indiani Uroni)



5 La donna che visse due volte (1958) – regia di Alfred Hitchcock


  • Uno dei film più complessi del mago del brivido, che all'inizio sembra mischiare il suo solito rigore logico, affilato come un rasoio, con qualcosa di inquietante, come il tema del déjà vu e delle vite passate attraverso la donna del ritratto. Gli occhi di ghiaccio di Kim Novak sono già quelli di una donna morta.
  • Un’angoscia sottile corre attraverso tutto il film, entra sottopelle allo spettatore, grazie anche allo scambio di identità e al tema del doppio, all'effetto della vertigine causato dai molteplici rimandi alla spirale (le scale del campanile, la fobia per l’altezza di cui soffre il protagonista…).
La citazione: "Uno da solo è un vagabondo; due insieme vanno sempre da qualche parte."(Madeleine)


6 Johnny Guitar (1954) – regia di Nicholas Ray
  • Più che una storia western, anche qui una vicenda con forti connotazioni psicologiche i cui sentimenti sono colossali, funesti, e terribili. Una storia di rivalità e vendetta tra donne, opposte per carattere e vissuto. Da questo scontro il protagonista, che ha rinunciato all’uso della pistola, preferendo la musica della sua chitarra al punto da meritarsi il soprannome di Guitar, stenta a tirarsi fuori.
  •  Indimenticabile la bellissima canzone con cui si chiude anche il film.

La citazione: "Quanti uomini hai dimenticato?". "Tanti per quante donne ricordi tu". (Sterling Hayden a Joan Crawford )



7 Prova a prendermi (2002) – regia di Steven Spielberg

  • In una commedia godibilissima, la caccia da parte dell’agente FBI al giovane e geniale imbroglione Frank Abagnale dà luogo non solamente a un duello tra intelligenze, ma a un singolare rapporto padre-figlio. 
  • Nonostante la sua spavalderia di scheggia impazzita, Abagnale nasconde una grande fragilità interiore e vuole essere preso per rientrare, in un certo senso, in una sorta di schema familiare anche se imperfetto. Di Caprio, con il suo viso da bravo ragazzo, è perfetto per la parte di Abagnale.
La citazione: "Le persone sanno solo quello che gli racconti." (Frank William Abagnale Junior)



8 Ladybird ladybird (1994) – regia di Ken Loach
  • Film tratto da una storia vera, e sicuramente, come ho letto da più parti, il più duro e arrabbiato di questo regista. Il titolo è ripreso da una filastrocca inglese e racconta la storia di una donna cui vengono tolti dagli assistenti sociali, uno dopo l’altro, i suoi sei figli avuti da uomini diversi – uno dopo averlo appena partorito. 
  • Un film quasi kafkiano per la contrapposizione tra la protagonista e la burocrazia delle istituzioni che, invece di aiutare, causano nuovo dolore. Il film è la narrazione di un lungo, obbligatorio strazio senza speranza, come ferro rovente sull'anima dello spettatore. 
La citazione: (non ho trovato citazioni)



9 Via col Vento (1939) – regia di Victor Fleming, George Cukor, Sam Wood
  • Passato alla storia come il film dei record, è lussureggiante sia nei costumi che nelle ambientazioni che nella storia, dove i destini dei quattro protagonisti sono perennemente collegati come fossero forzati alla catena. 
  • Il personaggio di Rossella, cinica, egoista e ipocrita, è di una modernità sconcertante e assomiglia più ad una imprenditrice dei nostri giorni che a una donna sudista di fine 1800. 
  • Impareggiabile per l’epoca la ricostruzione della Guerra Civile americana, specie la distesa dei feriti vista dall'alto, con un movimento aereo della macchina da presa, e l’incendio della città di Atlanta. 
La citazione: "Tieni, prendi un fazzoletto, sembra impossibile ma nei momenti più gravi non hai mai un fazzoletto!" (Rhett Butler a Rossella O'Hara)



10 Susanna! (1938) – regia di Howard Hawks
  • Pochi conoscono questo film, che appartiene alla screwball comedy americana degli anni ’30, dove un paleontologo imbranato (Cary Grant) impegnato nella ricostruzione dello scheletro di un dinosauro, s’imbatte in Susan (Katherine Hepburn), una signorina di buona famiglia che, invaghitasi di lui, gli combina un sacco di guai.
  • Un film pieno di personaggi svitati, dalle situazioni esilaranti e dalle battute perfette, il cui titolo in inglese è “Bringing up Baby” dove “Baby” sta per un cucciolo di leopardo. 
La citazione: “Vede, Susan: non è che Lei non mi sia simpatica. Perché anzi, in certi momenti di calma sarei anche attratto da Lei. Se ci fossero, dei momenti di calma...” David Huxley (Cary Grant) a Susan Vance (Katherine Hepburn)

***

E voi, quali sono i film della vostra vita che avete visto e rivisto, e che non vi stanchereste mai di rivedere, e perché? Scrivetemeli, sono curiosa!
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29 commenti:

  1. Devo pensarci con estrema calma, ma volevo lasciarti un saluto e un segnale. Prova a prendermi è davvero un film riuscito, la scena che posti, quando lui arriva in aeroporto scortato da hostess ignare della truffa è stupenda. Via col vento è storia, davvero, sia libro che film.

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    1. Ciao Sandra, grazie del commento e del saluto. Il cinema è la mia seconda grande passione, dopo la scrittura! Magari potresti scrivere un post, se ti va, dove elencare le tue preferenze, che dici? A presto.

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    2. sì penso che la farò. bacione sandra

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    3. Sì, così poi ricambio il commento sul tuo elenco. Un bacione anche a te.

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  2. Purtroppo sono piuttosto ignorante riguardo al cinema di qualche anno fa... Ora, però, mi hai dato degli ottimi suggerimenti, che cercherò di seguire per rimettermi in pari :)

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    1. Ciao Elisa, siccome ho qualche anno più di te, ho visto tantissimi film. :-) Tra i film della vecchia Hollywood, mi piacciono in modo particolare le commedie brillanti, come anche "Indiscreto" con Ingrid Bergman. Sono un prodigio di sceneggiatura.

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  3. I primi cinque film che hai citato piacciono molto anche a me, mentre il film del secondo gruppo li ho visti, ma una volta e parecchio tempo fa e fatico a rievocarne un ricordo preciso, segno che non mi avevano folgorato

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    1. Ciao Tenar, grazie del tuo commento. So che sei una cinefila anche tu (non so se anche cinofila, certo gattofila...). Purtroppo ho dovuto tagliare titoli magari più meritevoli come "Il buio oltre la siepe", dato che volevo anche inserire commedie brillanti.

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  4. I miei tre preferiti: Blade Runner (R.Scott), “Fino alla fine del mondo” (W. Wenders), ”La signora della porta accanto” (F. Truffaut) . Ho fatto un copia incolla da un'intervista rilasciata un po' di tempo fa...sorprendente, vero? Intendo che due amanti di romanzi storici come noi abbiano tra i primi tre film preferiti ben due film di fantascienza. La dice lunga sulla nostra percezione del Tempo :)

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    1. Ciao Stella, grazie del tuo commento.

      Sai che "Fino alla fine del mondo" mi sembra proprio di non averlo visto? Mentre di Wenders ho visto "Il cielo sopra Berlino", "Paris, Texas", nonché "Buena Vista Social Club" (il documentario) e "The Million Dollar Hotel". Se lo consigli tu, lo guarderò senz'altro.

      Senz'altro è significativo che amiamo non solo il passato, ma anche il futuro. Se ne fossi all'altezza, certo scriverei anche romanzi di fantascienza.

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  5. Ciao Cri, ecco la mia lista:
    1) Il settimo sigillo, Ingmar Bergman
    2) 8½, Federico Fellini
    3) Big fish, Tim Burton
    4) Shining, Stanley Kubrick
    5) Psyco, Alfred Hitchcock
    6) Intrigo internazionale, Alfred Hitchcock
    7) Barry Lyndon, Stanley Kubrick
    8) Qualcuno volò sul nido del cuculo, Miloš Forman
    9) Bab'Aziz, Nacer Khemir
    10) I predatori dell'arca perduta,  Steven Spielberg

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  6. Ciao Cri, ecco la mia lista:
    1) Il settimo sigillo, Ingmar Bergman
    2) 8½, Federico Fellini
    3) Big fish, Tim Burton
    4) Shining, Stanley Kubrick
    5) Psyco, Alfred Hitchcock
    6) Intrigo internazionale, Alfred Hitchcock
    7) Barry Lyndon, Stanley Kubrick
    8) Qualcuno volò sul nido del cuculo, Miloš Forman
    9) Bab'Aziz, Nacer Khemir
    10) I predatori dell'arca perduta,  Steven Spielberg

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    1. Ciao Clementina, grazie mille per l'elenco!

      "Il settimo sigillo" è un capolavoro assoluto, e la scena della Morte che gioca a scacchi con il Cavaliere ormai fa parte dell'immaginario collettivo oltre che della simbologia medievale.
      Dirò un'eresia, ma a me Federico Fellini non ha mai entusiasmato (a parte i primissimi film come "La strada" per intenderci). Noto dal tuo elenco che ci sono ben due film del mago del brivido, e altri due di Stanley Kubrick, e su questo siamo invece in linea perfetta. "Barry Lydon" è straordinario.

      "Bab'Aziz" non lo conosco, me lo segno da guardare insieme al film di Wim Wenders menzionato da Stella.

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  7. Una lista di soli dieci film è sempre difficile da stilare e infatti ho tralasciato Truffaut, Wenders, Loach, Almodovar e tantissimi altri registi che adoro. Come hai notato, volevo semplicemente segnalarne alcuni, tra cui Khemir, autore di Bab'Aziz, una splendida favola sufi che sono certa apprezzerai molto. Il repertorio cinematografico è talmente vasto che ridurre la scelta ad una rosa di soli dieci opere è un'impresa a dir poco ardua, sono perfettamente d'accordo con te. Aggiungo anche, che far rientrare un film in un determinato genere, piuttosto che in un altro, spesso è molto difficile. Per esempio, classificare come film di fantascienza Fahrenheit 451 di Truffaut, secondo me è riduttivo e banalizzante... Invece, tornando a Fellini, io lo difendo a spada tratta perché mi ha sempre affascinato la fortissima tensione che attraversa ogni sua opera, quella combinazione di poesia, sogno, carnalita.
    Insomma, parlare di cinema è stupendo e si potrebbe continuare all'infinito! Bellissimo articolo, cara Cristina, complimenti ancora!

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    1. Ciao Clementina, grazie di essere passata di nuovo e di aver lasciato un altro contributo.

      Hai davvero ragione nel dire che dieci film sono pochi, forse bisognerebbe essere ancora più drastici e dire: solo tre! Per quanto riguarda le scelte, accade proprio come nei romanzi: gran parte di quello che si ama (o si detesta, o ci è indifferente) dipende anche da "questioni di pancia", oltre che di sguardo differenti sul mondo. Ad esempio, per rimanere nell'ambito della narrativa, riconosco a Stephen King tutti i pregi di un grande scrittore, ma ha una visione del quotidiano che non mi appartiene e in cui non mi ritrovo. Alla prossima!

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  8. Ah Cristina, mi metti sempre in difficoltà, ma come resistere al tuo invito? Resta inteso che dal mio elenco mancheranno molti film che hanno fatto parte della mia vita. Citerò qui quelli che la memoria traditora mi suggerisce:
    1) Orizzonti di gloria di Kubrick; anche se tutti e dico tutti i suoi film sono fondamentali, questo mi fa piangere tutte le volte che arrivo alla scena finale.
    2) Psycho, va da sé, nevrotica come sono non potrei espungerlo dalla mia lista.
    3) Farenheit 451: anche lì, lacrime a non finire per la scena finale.
    4) La strada di Fellini.
    5) Accattone di Pasolini.
    6) Bamby nel settore di animazione.
    7) Enrico V di K. Branagh
    8) Magnolia di nderson.
    9) Viridiana di Bunuel
    10) Testimone d'accusa di B. Wilder.
    Ma quanti, quanti altri... Come vedi, mancano le commedie. :(

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    1. Ah, che bei film quelli del tuo elenco, però il n. 5, 9 e 10 non li ho visti. Il mio elenco di nuovi film si allunga sempre di più.

      Psycho... brrr, che paura! Niente commedie, dunque? Io non potrei farne a meno, forse per bilanciare e alleggerire quella tendenza al drammatico che alberga in me.

      Non ho messo i cartoni animati perché me ne sono semplicemente dimenticata, non per sottovalutare il genere. Per me il massimo sono Gli aristogatti, vista la mia smodata passione per i mici + Parigi non poteva che essere così. Ma anche La bella e la bestia (la scena della trasformazione finale mi mette i brividi, anche se è "solo" un film d'animazione) e Il libro della giungla.

      Grazie di essere passata.

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    2. Nadia, rettifico! Ho fatto ora una ricerca su Internet e il n. 10 l'avevo visto: tratto dal romanzo di Agatha Christie con l'immenso Charles Laughton.

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  9. Non conoscevo ladybird sebbene adori Ken Loach. Credo che lo guarderò con piacere.
    Sugli altri film che dire? Sono icone.
    Adoro "La donna che visse due volte", "L'ultimo dei Mohicani" e "Prova a prendermi".

    Il mio elenco (anche se non si tratta di una classifica):

    1) La meglio gioventù (2003, M.T. Giordana) --> una grandissima fonte di ispirazione!

    2) Forrest gump (1994, R. Zemekis) --> voglia matta di rivederlo

    3) Titanic (1997, Sodeberg) --> la mia generazione è stata segnata da questo film

    4) Ghost (1990, ho un vuoto sul regista) --> non sarà un capolavoro ma l'ho visto millecinquecento volte, singhiozzando come una bambina.

    5) Dopo mezzanotte (2004, D. Ferrario) --> una bella fiaba post-moderna

    6) Quarto potere (Orson Welles, anni '40) --> primo film nella storia del cinema a servirsi del flashback. Scissione di punto di vista nel finale, con l'autore che si palesa facendosi beffe dello spettatore

    7) Meri per Sempre (M. Risi, 1987) Ho recensito questo film all'esame di Storia del Cinema, con il professore sorpresissimo perché sono stata l'unica del corso (250 studenti) a non scegliere qualche kolossal

    8) Scoprendo Forrester (2000, S.Connery) --> una scrittrice non può non amare questo film!!!!

    9) The Millionaire (mi sembra sia del 2008). Credo che questo film si commenti da solo! :)

    10) La schivata (2004, Adbellatif Chechiche) regista nordafricano che ambienta una bellissima storia di amore e teatro nella periferia parigina

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    1. Ciao Chiara, grazie per il tuo elenco così dettagliato, è proprio vero che con queste liste di preferenze si capisce molto del carattere di una persona, non trovi?

      Di Ken Loach non mi sono persa nemmeno un film, ma se vuoi vedere "Ladybird ladybird" ti consiglio non la scorta di fazzoletti ma un intero camion. Di solito mischia molto nei suoi film il dramma alll'ironia, qui no. La visione è quasi insopportabile, a tratti, specie se pensi che è una storia realmente accaduta.

      Quelli che menzioni sono tutti belli per diversi aspetti. "Quarto potere" poi è gigantesco come il suo protagonista. Non conosco il n. 7 e il n. 10, li aggiungo al mio elenco, grazie della segnalazione.

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    2. Cara Cristina, mi si torcono le budella a dovere scegliere solo 10 titoli, ci proverò senza piangere troppo e nello stesso tempo mi consolo e mi appago con i titoli che abbiamo in comune e che mi esimerò dal ripetere ;) , mi riferisco a Blade Runner (irrinunciabile, dici bene!), a Via col vento (mitico), a Prova a prendermi ( straordinario), Sabrina (entusiasmante)!
      1) L'ultimo samurai
      2) Il velo dipinto
      3) Un giorno per caso
      4) Pretty woman
      5) Pomodori verdi fritti alla fermata del treno (o tram?)
      6) Aladdin (Disney)
      7) I predatori dell'arca perduta
      8) L'uomo nero
      9) E' stato il figlio
      10) Nuovo cinema paradiso
      11) L'uomo delle stelle (ops)
      L'ordine è così come mi è venuto e per alcuni titoli non indica preferenza e questo non significa che la mia lista si sia conclusa con solo 11 (eheheheh) titoli, credimi ne ho lasciato fuori alcuni che... uno strazio! Poi magari ci giochiamo un'altra volta e recupero ;)
      Ciauuu, Marilù Domenici

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    3. Ciao Marilù, è vero... la scelta è sempre ardua perché, pur essendo il cinema un'arte giovane, film belli ce ne sono davvero tanti. Mi hai fatto venire voglia di rivederne alcuni come "Nuovo cinema paradiso": la scena finale con i baci tagliati dalla censura mi commuove sempre. Tra l'altro vedo che Tornatore è nelle tue corde, chissà come mai eh? ;-)

      "L'uomo nero" e "E' stato il figlio" non li ho mai sentiti, ti ricordi per caso i registi oppure il genere? Sì, converrà fare un altro post per includerne un altro scaglione. Alla prossima allora e grazie del tuo commento!

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  10. Il 7 e il 10 si potrebbero definire neorealisti post-moderni, sono molto belli. Il 7 parla della mafia, c'è un giovanissimo Claudio Amendola e un bravissimo Michele Placido. Il titolo si scrive così, non c'è un errore :)
    Di Ken Loach mi è piaciuto molto "un bacio appassionato", e guarderò anche questo :)

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    Risposte
    1. Ciao Chiara, grazie mille della precisazione. Li guarderò senz'altro. :-)

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  11. Non ci sono in generale libri o film che riesco a rivedere a distanza di tempo con lo stesso piacere. Ormai a questo fatto sono abituata, perciò non ci provo nemmeno perché ci resto male. 1, 2 e 4 comunque sono piaciuti molto anche a me, e Audrey Hepburn era di una grazia mitica, inarrivabile! Aggiungerei di mio "L'ultimo samurai" e "La mia Africa".

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    Risposte
    1. Grazie per il tuo commento!

      Che cosa intendi quando non riesci a rivedere i film a distanza con lo stesso piacere? Vuol dire che ti deludono perché sei cambiata tu? Vorrei sapere se accade anche con i libri, o se è diverso. Si tratta di un punto che mi piacerebbe approfondire, se vuoi.

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    2. La mia impressione in realtà è di vedere/leggere un'opera molto diversa da quella che ricordo, ma essendo questo impossibile, immagino di essere cambiata io. Spesso la delusione viene non tanto dall'opera in sé, ma dalla mia stessa indifferenza, che cozza con il ricordo delle emozioni provate in passato. In realtà fa parte del mio carattere non restare legata al passato; me ne sono accorta in molte occasioni.

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    3. (Mi succede sia con i libri che con i film, in effetti.)

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    4. Ho capito, grazie della tua risposta. Interessante quello che ti succede... è un po' come vedere una vecchia fiamma a distanza di tempo (leggi: film/libro) e domandarsi: "Ma come faceva a piacermi così tanto?" Probabilmente fa parte di un certo tipo di percorso di crescita e cambiamento.

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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato cinque romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ne ho in cantiere uno ambientato nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

IL MIO ULTIMO LAVORO:

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Ambientato nel 1104, il romanzo narra la fuga dello schiavo Jamil, che, dalle sponde del Marocco, approda ai regni dei Franchi. Nel castello di Montségur s’imbatte una misteriosa compagnia di cavalieri, in viaggio lungo le vie dei pellegrinaggi cristiani. La sua magnifica avventura è solo all’inizio.

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