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sabato 19 novembre 2016

"Insinuarsi" di Marina Cvetaeva: la poesia dell'invisibilità


Bella in Mourillon di Marc Chagall, 1926

Insinuarsi

E, forse, la vittoria vera
su tempo e gravità: passare
senza lasciare tracce, senza
proiettare ombra

sui muri…
                  Forse - con la rinuncia
prendere? Cancellarsi da ogni specchio?
Come Lermontov al Caucaso, insinuarsi
senza turbare le montagne.

E, forse, unico diletto: con le dita
di Bach sfiorare l’organo
senza turbare l’eco.
Disfarsi senza lasciare cenere
per l’urna.
                 Forse - con il raggiro
prendere? Da tutti gli orizzonti
uscire? Nel tempo come nell’oceano
insinuarsi - senza allarmare le onde…

Marina Cvetaeva,
14 maggio 1923

(da Dopo la Russia e altri versi, 1928, 
traduzione di Serena Vitale)



Marina Ivanovna Cvetaeva (1892-1941) fu una delle voci più originali della poesia russa del XX secolo e l'esponente di maggior spicco del locale movimento simbolista. Finì i suoi giorni suicida e in uno stato di estrema indigenza. Il suo lavoro non fu ben visto dal regime staliniano e la riabilitazione della sua opera letteraria avvenne solo a partire dagli anni '60.

Dall'introduzione di Serena Vitale: "L'etica del rigore e della rinuncia è costitutiva della scrittura cvetaeviana nella sua splendida maturità, quando raggiunge la massima intensità emozionale eliminando tutto il superfluo, prosciugando il dilagante elemento naturale del canto, restringendo e addensando fino al limite estremo il discorso in versi."


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14 commenti:

  1. Molto suggestiva. Ovviamente conosco la Cvetaeva però ammetto di non aver mai letto raccolte di suoi versi. Dovrò colmare questo vuoto.

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    1. Ho letto una raccolta edita con un quotidiano, e le sue poesie mi avevano colpito molto. Ho scelto questa perché è molto toccante. Grazie di essere passato e alla prossima.

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  2. Ciao Cristina. Quanti forse in questa poesia fanno da catalizzatore. Sono un detonatore per un'esplosione dell'anima. Una poesia che sembra chiusa poi si apre si spande. La scrittrice era conscia di essere un talento letterario rifiutato dalle correnti letterarie dell'epoca. Peccato abbia scelto il suicidio come dipartita. Coraggio e follia in un mondo folle dove follia è la normalità, coraggio è abbandonarsi a un gesto apparentemente folle dove la normalità ovvero la sana quotidianità mancano. Con sana quotidianità intendo uno spazio dove potersi esprimere e confrontarsi liberamente. Noi ci riconosciamo quando possiamo specchiarci nei nostri simili e nello stesso tempo ci sentiamo amati, degni di considerazione, ma se nessuno ti ascolta non esisti, non vivi. E'una poesia dal sapore nostalgico. S'intona con la pioggia battente di stamane. S'insinua nelle pieghe dell'essere e vive di vita propria. Dopotutto la scrittrice non ha perso la partita finale! Grazie per avermela fatta conoscere.

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    1. Ciao Wanda, grazie per lo splendido commento. La solitudine è dura da sopportare, lei ha avuto una vita davvero sfortunata, ed è stata duramente perseguitata all'epoca di Stalin. Non ho riportato tutto nel breve estratto biografico volendo dare più risalto alla poesia. Ognuno poi può approfondire facilmente su Wikipedia.

      Ad ogni modo, quando leggo opere come questa mi convinco sempre di più di quanto la poesia sia superiore alla prosa: è come oro purissimo, mentre la prosa è magma incandescente dove comunque navigano scorie.

      Hai ragione, è una poesia malinconica... e anche qui a Milano oggi è stata una giornata con pioggerella e nebbiolina. Un abbraccio dal blog.

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    2. A ri-ciao. Anch'io penso la stessa cosa riguardo alla poesia e alla prosa. La poesia è come scavarsi le ossa e giungere al midollo, fa dannatamente male. Ti uccide e ti esalta. E' in un certo senso "resurrezione". E' come attraversare un ponte. Appena l'hai attraversato non sei più quello di prima e hai una visuale differente. A me le poesie sono sempre piaciute.

      Ha finalmente smesso di piovere e anche se dalla finestra vedo solo nubi e le montagne sono nascoste s'intravedono nel cielo squarci di azzurro cielo.

      Buona domenica. Un abbraccio

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    3. Grazie per il nuovo, bellissimo commento. E' vero quello che dici. Infatti di scrittori - o presunti tali - è pieno il mondo, ma i poeti autentici si possono contare sulla punta delle dita.

      Anche oggi è una giornata triste, c'è una pioggerella fine che cade dal cielo. Tutto in linea, insomma.

      Buona domenica anche a te.

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  3. Conosco pochissimo i versi della Cvetaeva, eppure tutte le volte che li ho letti mi hanno profondamente colpito. Una purezza totale.
    Sicuramente recupererò quel che troverò disponibile (non so neppure chi l'ha pubblicata e tradotta!): a me la poesia piace parecchio *_*
    Buona domenica! ^_^

    P.S.: perfetta l'associazione pittorica che hai scelto! :O

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    1. Ciao, Glò. Io avevo comprato una pubblicazione edita con un quotidiano. Comunque il titolo di questa raccolta dove c'è "Insinuarsi" è "Dopo la Russia". La pubblicazione originale è della Mondadori editore, per la traduzione di Serena Vitale.

      Se ti piace la poesia, puoi cliccare sull'etichetta arancione "arte, luoghi e visioni", c'è il link a "Poesia" con la pagina di quelle che ho proposto finora. Di solito cerco di presentare sempre nuovi poeti.

      Grazie per i complimenti sull'opera. Avevo trovato un Magritte ma non mi convinceva l'accostamento, pur essendo il quadro bellissimo, naturalmente. Questa è molto adatta, sì. Buona domenica!

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  4. Non conoscevo questa autrice, molto belli questi versi. Buona domenica cara

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    1. Sono contenta di avertela "presentata". Buona domenica anche a te, sebbene ormai sia calante!

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  5. Meravigliosi questi versi... e anche dal quadro di Chagalle si sprigiona puro e assoluto lirismo. Sono d'accordo: i poeti autentici sono molto rari. Forse perché siamo tutti troppo presi dalla frenesia di voler "lasciare tracce"?

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    1. Grazie del commento, Stella. Una scelta come quella di Marina Cvetaeva sarebbe stata del tutto controcorrente anche se si fosse trattato di una prosatrice. Non parliamo poi della nostra epoca dove quello che conta è la visibilità molto spesso priva di contenuti.

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    2. Anche Chagalle non era male, comunque! ;-)

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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato cinque romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ne ho in cantiere uno ambientato nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

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