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La Colomba e i Leoni - Libro II Le strade dei pellegrini




LA COLOMBA E I LEONI

Libro II – Le strade dei pellegrini



SINOSSI :

Dopo la battaglia di Uclès del 1108, lo schiavo cristiano Jamil la Colomba è ritornato in Marocco in compagnia dell’amorevole medico sufi Mandhur, delle donne guerriere e del bambino Karim. E, soprattutto, del principe Ghassan ibn Rashid, il suo signore: un misto di tenebra, luce e segreti inconfessabili. Insieme hanno cominciato a sciogliere il doloroso legame che li tiene avvinti.

È anche tempo per Jamil di rammentare la storia della sua fuga attraverso l’impero musulmano, anni addietro. La magnifica avventura si svolge tra deserti e gole, oasi e palmeti, tempeste di sabbia e piene inattese, vestigia di città romane, leoni e inseguimenti, ed è costellata dagli incontri con un enigmatico giovane che sembra sbucare dal nulla. Con il suo aiuto, il ragazzo attraversa lo stretto di Gibilterra, percorre l’Andalusia musulmana e raggiunge i territori dei Franchi.

Arriva così alle rovine di una fortezza sui Pirenei: Montségur. Là, lo aspetta una compagnia di cavalieri cristiani diretti in Italia allo scopo di reimbarcarsi per la Terra Santa. Tra di loro c’è suo padre, il conte fiammingo Geoffroy de Saint-Omer. All’uomo, però, è stato proibito da volontà superiori di rivelare la sua vera identità al ragazzo. Spetterà a quest’ultimo il compito di dissolvere le nebbie che si addensano sulla sua infanzia e riconquistare i ricordi perduti. Riuscirà nella difficile impresa di riconoscere in Geoffroy il suo vero padre?

Il romanzo è in bilico tra sogno e realtà, passato e presente, mondo terreno e regno celeste, visioni e concretezza, e in esso si snodano i molteplici itinerari dei protagonisti, sia spirituali sia geografici. Essi compiono il viaggio per eccellenza: quello della vita. Viaggio che sfocia per tutti gli esseri umani in un nuovo, enigmatico percorso… e che nel romanzo si traduce nel colpo di scena finale.


Booktrailer:




Estratto da L'uomo delle stelle e del mare:


Era ancora intento a fissare le tenebre, quando sentì una voce rivolgersi a lui: “Non è saggio pensare di dormire troppo vicino al mare. Con l’alta marea, le acque potrebbero distendersi sopra di te e sommergerti.” Balzò in piedi e, girandosi, scorse la figura di un giovane vestito d’una lunga tunica bianca. Non l’aveva sentito giungere, forse perché la soffice sabbia aveva spento il rumore dei suoi passi e perché non indossava calzature. I suoi piedi nudi spuntavano sotto l’orlo della veste. Aveva capelli lunghi fin sulle spalle, ma il ragazzo non avrebbe saputo dire di quale colore fossero. Sopra il suo capo, si riflettevano le stelle, e la luce della luna brillava sulle chiome, come se le punteggiasse di piccole gemme. “Chi sei?” chiese il ragazzo. “Sono un pescatore.” “Non ne ha l’aria,” pensò il ragazzo. Non riusciva nemmeno a vedere il colore dei suoi occhi o le fattezze, dato che non aveva acceso alcun fuoco per paura di attirare l’attenzione; intravedeva solamente il loro bagliore specchiante e il viso aguzzo, quasi triangolare. Tuttavia, quegli occhi e quel viso non gli incutevano nessuna paura.
“Che cosa ci fai, a quest’ora di notte, sulla spiaggia?” chiese il ragazzo, spavaldo. “Potrei domandare la stessa cosa a te.” Il ragazzo esitò e il giovane volgeva le spalle al mare; rispose a bassa voce: “Mi chiedevo che cosa c’è al di là del mare.” Il giovane sorrise. “C’è un’altra terra, solo che è molto lontana.” “Non c’è l’abisso che nominano i Rûm?” “No, solamente una vasta distesa di acque.” “Tu ci sei stato, nella terra al di là del mare?” “Sì. Sono stato ovunque.” Improvvisamente il ragazzo pensò ai ginn delle storie maghrebine e a quelli nominati dal Profeta e nello stesso libro sacro, al-Qur’ān e fu colto da un timore superstizioso. Si rese conto di essere solo, sulla spiaggia, con quello sconosciuto spuntato dal nulla, e che avrebbe potuto fargli del male. Spinse lo sguardo verso la prima capanna di pescatori: Agadir era lontana almeno un miglio, e nei paraggi non c’era anima viva.
Eppure continuava a non avvertire una reale paura. Il ragazzo si fece dunque coraggio e riprese, con la stessa aria spavalda di poc’anzi: “Anch’io voglio viaggiare, come te.”

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Distribuzione:

Ecco l'elenco completo delle librerie che aderiscono al circuito distributivo di Libro.Co Italia s.r.l. sul portale ibuk. Per quanto concerne i siti online, il romanzo è disponibile su tutti i principali siti di vendita come:






Il titolo del romanzo è Libro II - Le strade dei pellegrini. La Colomba e i Leoni, edito da Silele edizioni
ISBN 978-88-99220-71-6

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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato cinque romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ne ho in cantiere uno ambientato nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

IL MIO ULTIMO LAVORO

IL MIO ULTIMO LAVORO
Ambientato nel 1104, il romanzo narra la fuga dello schiavo Jamil, che, dalle sponde del Marocco, approda ai regni dei Franchi. Nel castello di Montségur s’imbatte una misteriosa compagnia di cavalieri, in viaggio lungo le vie dei pellegrinaggi cristiani. La sua magnifica avventura è solo all’inizio.

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